DogBlog
Aggiornamenti (quasi sempre) scientifici dal mondo cinofilo

Studio inglese dimostra gli effetti del collare elettrico

Per mascherare la sgradevole realtà sotto un aura di tecnologia viene chiamato e-collar, o più semplicemente collare elettrico. 

Ma solo l'appellativo inglese shock collar rende immediatamente chiaro cosa faccia questo strumento: una scossa elettrica sulla cute del collo, per punire il cane quando fa qualcosa che non aggrada il proprietario.

Da qualche tempo l'uso del collare elettrico è giustamente considerato un maltrattamento ed è vietato nel nostro Paese. Purtroppo lo stato dei fatti non è quello auspicato dalla legge - il collare elettrico è usato ancora da molti sedicenti cinofili (vale la pena ricordare che cinofilo significa amico/amante dei cani...) e non mancano nei campi di addestramento, così come sul web, accese discussioni tra i suoi detrattori e quanti invece ne sostengono l'efficacia.

Lo studio di Johnatan Cooper e colleghi (2014) dell'Università di Lincoln (UK) e appena pubblicato sulla rivista Plos ONE, rivela che il collare elettrico non apporta alcun vantaggio rispetto a metodi non basati sulla punizione, per la correzione di quei comportamenti indesiderati, per i quali il collare elettrico è (dalle case produttrici e dagli educatori che ne fanno uso) spesso consigliato. Non solo, i cani sottoposti all'addestramento con il collare elettrico hanno mostrato segni di stress e disagio, assenti invece in cani addestrati con altri metodi, in particolare quando del collare viene fatto uso in modo scriteriato (leggi - con elevate intensità della scossa elettrica). Condizione che, ovviamente, non è affatto difficile si verifichi, soprattutto se lo strumento viene affidato a persone prive di preparazione e opportune conoscenze.

Occorreva uno studio per convincerci che strumenti e metodi di addestramento basati sulla punizione e sul dolore non danno alcun vantaggio rispetto a metodi rispettosi del benessere animale? Forse no. Ma sicuramente siamo un passo più avanti verso l'abbandono di pratiche che vorremmo vedere scomparire dai centri cinofili e dalle vite dei nostri cani.